PDF Stampa E-mail

I. ANFITEATRO


UBICAZIONE E TECNICA COSTRUTTIVA

 

 

 

 

 

L’Anfiteatro di Cagliari, il più importante tra gli edifici pubblici della Sardegna romana, con la sua cavea ellissoidale di m. 89x72 e la sua arena di m. 47x31, si incunea con l’asse maggiore orientato a NE/SW in una valletta alle pendici meridionali del colle di Buon Cammino, scavata da un antico torrente.

Oltre che per la sua favorevole conformazione geologica, l’area probabilmente fu scelta anche per la sua posizione centrale rispetto ai due poli, rappresentati a Ovest dalla laguna di Santa Gilla e ad Est dal colle di Bonaria, all’interno dei quali, lungo l’asse litoraneo, si sviluppò la Carales romana.

I costruttori dell’Anfiteatro, tra gli ultimi decenni del I secolo a.C. e gli inizi del successivo, adattarono le caratteristiche del suolo al suo circuito, intagliando nel banco roccioso gran parte delle gradinate (specie sul lato orientale), l’arena, vari corridoi e altri ambienti di servizio a questi collegati.

Sul versante settentrionale, alcuni settori delle gradinate scavati seguendo l’irregolare conformazione assunta in questo punto dalla roccia, e perciò disallineati rispetto all’ellisse, farebbero pensare che l’opera sia stata portata avanti a più riprese, con realizzazioni provvisorie destinate ad accogliere il pubblico per un periodo di tempo limitato, poi ricoperte da quelle definitive in opera muraria.

Anche la monumentale facciata rivolta a SW, che superava i 20 metri d’altezza, e le strutture diametralmente opposte, che dovevano sormontare una stretta gola rocciosa, furono costruite con i blocchi calcarei estratti da alcune grandi latomiae (cave sotterranee) aperte nelle immediate vicinanze, alcune delle quali tuttora visibili.

Per il resto della costruzione, e in special modo per i sostegni interni delle gradinate, fu utilizzato invece l’opus coementicium (pietrame informe legato con abbondante malta di calce) rivestito di mattoni (crustae lateritiae), come testimoniato dai resti pur scarsi ancora conservati.

All’Anfiteatro si arrivava da Sud attraversando uno dei quartieri più eleganti della città, di cui nell’area della cosiddetta “Villa di Tigellio”, distante poche centinaia di metri, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce importanti testimonianze.

Secondo un calcolo recentemente eseguito, l’edificio poteva contenere oltre 10.000 spettatori, a fronte di una popolazione della Carales romana stimata in circa 35.000 persone.

 

Orari

Informazioni

Seguici su...

 

In collaborazione con...